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Lunedì scorso ci ha lasciato Mariolina Falzari, per tanti anni apprezzatissima docente di Storia dell’arte nel nostro Liceo, dove aveva contribuito ad avviare una sperimentazione di Storia dell’arte al biennio ginnasiale, studiando come pochi le dinamiche fra la produzione artistica e il contesto sociale. Era stimatissima dagli alunni, che seguivano ammirati le sue non semplici lezioni.

La sua competenza nella Storia dell’arte si accompagnava a un autentico, indomito impegno civile e sociale, proseguito anche negli anni del ritiro dall’insegnamento.

È difficile, pensando a lei, ignorare il sodalizio di una vita con un grande intellettuale sardo come Placido Cherchi, anch’egli legatissimo al Siotto, ma Mariolina Falzari, da donna d’avanguardia dei nostri tempi, brillava di luce propria.

Donna di profonda cultura, mai ostentata, anzi accompagnata da rara semplicità nel porsi agli altri, era decisa e determinata, seria e professionale. Dotata della capacità rarissima di saper ascoltare, si faceva ascoltare. I suoi interventi erano sempre equilibrati e frutto di attenta riflessione. Leggeva nell’animo delle persone con lo stesso tatto e la stessa attenzione con cui insegnava.

Era una docente straordinaria perché era una persona libera, che vedeva in ognuno il prossimo da rispettare e amare. Una di quelle figure che fanno la storia di qualsiasi realtà sociale, di una scuola in particolare.