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Domani mattina i primi studenti delle quinte affronteranno il colloquio degli Esami di Stato, dopo aver sostenuto nei giorni scorsi le prove scritte sospese nei due anni passati.

Il triennio del Liceo è trascorso per loro in un’alternanza di didattica in presenza e attività a distanza, con la costante compagnia della mascherina. L’impegno dei docenti e la volontà degli studenti hanno consentito di recuperare quello che poteva essersi perso inizialmente, nella fase più drammatica in cui la pandemia aveva colpito duramente e per primo il nostro Paese. Gli apprendimenti dei nostri studenti sono stati alti e essi ne daranno dimostrazione alle commissioni.

L’Esame di Stato è un rito che conduce all’età adulta, verso una condizione di autonomia nella responsabilità verso se stessi e verso la società. E le responsabilità degli adulti di domani sono immense, più gravi di quelle della generazione dei loro padri e delle loro madri.

Ci si era illusi che il mondo non avesse più bisogno di giovani che si impegnassero per costruire una realtà migliore e che determinate conquiste non fossero più in discussione. Non è stato così: la Storia non si è fermata e anzi ha riproposto brutalità che credevamo estinte, almeno in Europa.

Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Fanno il deserto e la chiamano pace. Gli studi classici ci permettono di comprendere a fondo come è avvenuto che la storia umana sia costellata di conquistatori in cerca di gloria e di contese fra popoli piccoli e grandi terminate in eccidi. L’orrore del peggio della natura umana è di nuovo presente, oggi, vicino a noi.

Tante sfide aspettano queste ragazze e questi ragazzi che nei prossimi giorni termineranno il loro percorso al Siotto e proseguiranno i propri studi, lontano dall’ambiente protetto delle aule della nostra scuola: visi e voci che ci mancheranno tanto.

Abbiamo fiducia nei loro mezzi e nella serietà del loro impegno, per costruire un futuro migliore del presente: perché anche il nostro futuro è nelle loro mani.

Da domani saremo tutti con voi.